Il pigiama che usciva la tetta

Lettera aperta ad una commessa

Cara commessa,
tu non ti ricorderai, ma noi ci siamo conosciute 4 anni fa, quando entrai nel tuo negozio in cerca di una camicia da notte.
Ma non una qualsiasi, ero in fissa con Arimo e volevo una camicia tutta pacioccosa: devi sapere che sono in una fase di regressione senile e, se a 18 anni cercavo pizzi e trasparenze, adesso vado in visibilio per coniglietti, orsetti, gattini, mucche, giraffe.. insomma, dammi uno zoo e farai di me una donna felice (mio marito, forse no).
Entro nel tuo negozio e lo vedi che non so dove guardare.
Sono una cliente bisognosa, ecco, io devo essere accudita.
Il che non significa che devi tentare di vampirizzarmi, ma dovresti starmi vicina, cercare di capire cosa voglio, mostrarmi cosa è in linea con le mie richieste e poi lasciarmi scegliere con calma.
Certo, io sono entrata nel tuo negozio monomarca chiedendoti una camicia da notte.
Ok, probabilmente sono stata un po’ vaga, ma già questo avrebbe dovuto farti capire che forse avevo bisogno delle tue cure.
Invece mi hai detto che le camicie erano “Là”.
Io sono andata “Là”, e ne ho vista una color panna con i coniglietti bianchi e rosa.
Ovviamente l’ho presa. L’ho pagata, e neanche poco, perchè non è che Arimo ti tiri dietro le cose.
In tutto ciò, sarei stata contenta se tu ti fossi fatta un pochino meno gli affari tuoi e mi avessi detto, o fatto notare, magari così, en passant, anche con una frase, una battuta, un augurio, quello che ti pare, che stavo acquistando una camicia che “usciva la tetta”, ovvero una camicia adatta alle neomamme che allattano al seno e non vogliono sbottonarsi mezzo pigiama per farlo.
Io credevo di aver comprato una camicia da notte con uno scollo a incrocio.
Quando dopo un po’ di notti di uso mi risvegliavo con una tetta di fuori, pensavo che era uno scollo ad incrocio che “funzionava” male, e negli anni successivi l’ho usata quasi zero.
Solo pochi giorni fa ho avuto un flash e, con incredibile perspicacia, ho finalmente capito a cosa serviva quella camicia.
Come vedi, avrei avuto davvero bisogno del tuo aiuto.
Se solo mi avessi dedicato due minuti del tuo tempo, avresti capito che la mia unica esigenza era una normalissima camicia in cotone con i disegnini, senza funzionalità aggiuntive.
D’altronde, a ben guardare sarebbe anche il tuo lavoro, consigliare le clienti intendo, soprattutto quelle confuse, non solo battere lo scontrino, altrimenti tanto vale mettere una cassa automatica.
Cara commessa, nel mentre la fissa con i pigiami Arimo mi è del tutto passata, anche con quelli che non escono le tette.
Ps. Visto che non porto rancore, ti auguro di farti due risate con il video che mi ha ispirato il titolo del post.

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26 comments on “Il pigiama che usciva la tetta

  1. febbraio 4, 2013 at 3:10 pm

    Ho riso un bel pò! Ma non posso non concordare con te,a volte le commesse o sono odiose o ti pedinano o non ti cagano mai una via di mezzo!

    • febbraio 4, 2013 at 3:17 pm

      ho riso pure io quando ho realizzato cosa avevo comprato 😛
      comunque alla fine i negozi che mi rivedono sono quelli in cui le commesse mi danno una mano.. e come vedi, ne ho proprio bisogno 😛

  2. febbraio 4, 2013 at 3:17 pm

    ahahah! ma dai..guarda il lato positivo: felice tu con la camicia da notte pucciosa…e felice tuo marito perché è multitasking ehehehe!

  3. febbraio 4, 2013 at 3:17 pm

    Una commessa un pò miope: ha venduto un pigiama ma ha perso una cliente! 🙂

    • febbraio 4, 2013 at 3:21 pm

      Secondo me basta poco per fidelizzare una cliente, soprattutto una confusa come me 🙂 alla fine i negozi in cui torno e spendo sono proprio quelli in cui le commesse mi aiutano e mi consigliano e sono anche critiche nei loro consigli!

  4. febbraio 4, 2013 at 3:44 pm

    ahaahahh, troppo simpatico questo post…

  5. febbraio 4, 2013 at 4:07 pm

    Ahahah mi hai fatto morire dal ridere…! XD Io sono davvero intollerante a certe commesse, proprio perché faccio la commessa e se il mio lavoro lo faccio bene io, cacchio, impegnatevi un po' pure voialtre dico io! XD

  6. febbraio 4, 2013 at 4:15 pm

    ma lol ahahahahha beh dai meglio tardi che mai aver capito il suo scopo no?! Chissà magari in futuro ti torna utile 😛

    • febbraio 4, 2013 at 8:35 pm

      in futuro non credo proprio, direi piuttosto che ora che l'ho riesumata si becca una bella cucitura e chiudo tutte le uscite improprie 😛

  7. febbraio 4, 2013 at 5:05 pm

    I tuoi racconti mi fanno sempre ridere…e concordo con te!! Non sopporto le commesse super invadenti, ma neanche quelle che neanche ti cagano di striscio…insomma, esisterà pure una sana via di mezzo no?? 🙂

    • febbraio 4, 2013 at 8:38 pm

      e meno male che fanno ridere, li scrivo apposta 😀
      in fin dei conti mi diverte condividere la mia deficienza con voi, lo faccio anche per rafforzare la vostra autostima 😛

  8. febbraio 4, 2013 at 5:40 pm

    ahahah oddio ci sarei rimasta malissimooo!! Potresti provare a metterci due punti di cucito per vedere un po' se riesci a fregare la tetta fuggitiva 😀

    • febbraio 4, 2013 at 8:40 pm

      si ma infatti verrà cucito senza pietà!
      Avrei potuto farlo prima in effetti, ma l'avevo messo in punizione 😛

  9. febbraio 4, 2013 at 7:19 pm

    hai provato a chiudere con una spilla, da balia ovviamente?? 🙂 baci, gaia

    • febbraio 4, 2013 at 8:42 pm

      auahahaha 😀
      considerato quanto sono tontolona e goffa, rischierei di ferirmi seriamente 😛

  10. febbraio 4, 2013 at 8:03 pm

    😀 Ti adoro. Anche senza tetta da fuori. Anzi, di più.

    • febbraio 4, 2013 at 8:43 pm

      e dillo che abissi di deficienza come i miei, non ne trovi facilmente in giro 😛

  11. febbraio 4, 2013 at 10:34 pm

    Ahahah, ì trailer di Maccio Capatonda sono troppo divertenti!! Comunque certe commesse proprio non ci sanno fare!

  12. febbraio 4, 2013 at 10:44 pm

    ahahah che risateeee 😀

  13. febbraio 5, 2013 at 7:14 am

    Ho riso tantissimo! E' davvero difficile trovare la "commessa perfetta"…. mi chiedo come facciano a lavorare alcune che spesso sanno meno di me, di ciò che hanno in negozio!

  14. febbraio 5, 2013 at 8:03 am

    Una volta di queste mi trovano affogata nel tè davanti allo schermo del pc, e la colpa è tua, tuaaaaa e dei tuoi racconti esilaranti! 😀

  15. febbraio 6, 2013 at 11:57 am

    Muoio :°D
    Povera la tetta che si becca gli spifferi notturni 🙁

  16. febbraio 8, 2013 at 7:54 pm

    Ahah…mi hai fatto morire dal ridere…certo che però la commessa poteva anche darsi una mossa e fare il suo lavoro

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