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Alla scoperta del carnevale di Venezia: maschere, balli e libertà!

Buongiorno Siora Maschera“, lungo le calli, per i canali e nei listoni era questo il saluto: l’identità  personale, il sesso, la classe sociale non esistevano più, si entrava a far parte della Grande Illusione del Carnevale in un posto, unico al mondo, dove tutto può accadere, dove ogni scorcio non cessa di incantare. Cit. carnevalevenezia.com

Halloween è appena oggi è io già sto pensando a carnevale. Data la mia passione per i viaggi ho deciso di informarmi sulle mete più ricercate per quel periodo e alla fine la mia ricerca è caduta sul bel capoluogo veneto e sul carnevale di Venezia..

In effetti è strano che io parli di una meta nostrana, in genere dirigo lo sguardo sempre all’estero, ma questa volta sono rimasta affascinata dalle origini di questa festa.

carnevale di Venezia

Conoscete la storia del carnevale di Venezia?

Pare che i primi riferimenti a questa festa risalgano a oltre 900 anni fa e per quanto sia stato solo nel 1296 che il Carnevale di Venezia è stato riconosciuto come festa nazionale, le origini di questa festa sono antichissime.

Pare infatti che fosse un periodo dedicato ai cittadini, durante il quale ci si poteva divertire con balli e feste e, complici le maschere, non si faceva distinzione di rango. Inoltre a quei tempi, aveva una durata piuttosto lunga, addirittura da Ottobre.

carnevale di Venezia

Quali sono le maschere più famose?

Negli anni il carnevale di Venezia è diventato un piacevole appuntamento e con esso è nato il mercato delle maschere, con annesse scuole e tecniche per la loro realizzazione. Già dal 1271 i mascareri producevano per la commercializzazione maschere di argilla, cartapesta, gesso e garza, che venivano poi arricchite con disegni, perline, ricami, merletti, piume. Ogni maschera era ovviamente legata all’abbigliamento e alcuni di questi travestimenti sono diventati così richiesti, da diventare famosi fino ai giorni nostri. E’ il caso della Baùta, indossata sia da uomini che da donne, è una maschera bianca con un tricorno nero, il vestito è caratterizzato da un mantello nero detto tabarro, che assicurava la possibilità di avvolgere l’uomo e la donna in fase di corteggiamento. Altro costume celebre è la Moretta, tipica delle donne, è composta da una maschera piuttosto piccola di velluto scuro accompagnata da un cappellino e vesti velate. La sua particolarità stava nel fatto che la maschera per reggersi sul volto aveva bisogno di far tenere in bocca un bottone a chi la indossava, per questo motivo era definita una maschera muta. Tutt’altro che silenzioso era il costume da Gnaga, tipico degli uomini che volevano travestirsi da donna, la maschera da gatta, gli indumenti tipici popolani. Il personaggio che la indossava girava per le strade con una cesta contenente un gattino ed emettendo suoni striduli e miagolii beffardi.

Ci sarebbero ancora tantissime maschere di cui parlare, ma perché non andarle a vedere di persona? Oggi il carnevale di Venezia non è certo quello di 900 anni fa, è una festa piena di sponsor, forse parecchio commerciale, ma i veneziani mantengono intatta l’allegria e le tradizioni, quindi se riuscite a farvi accompagnare in questi dieci giorni di festa da qualcuno del posto, sarà certamente una vacanza da ricordare!

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