I possibili rimedi alla calvizie: l’infoltimento non chirurgico

Nel post di oggi si parla di un problema che affligge per lo più gli uomini, tuttavia le donne non ne sono immuni, anche se ne soffrono in minor misura. Sto parlando della perdita di capelli, che rientra senza dubbio tra i motivi di maggior scoramento per una persona. Soprattutto quando si è giovani, è impossibile accettare di buon grado il fatto che il proprio cuoio capelluto si diradi e si sfilacci irrimediabilmente.

Tutti coloro che sono andati incontro a questo problema, inevitabilmente si saranno informati a dovere per combatterlo. Sono tante le soluzioni che esistono in commercio per cercare di risolvere la propria situazione: il primo nome che viene in mente – come non pensarci? – è Cesare Ragazzi probabilmente tra i più famosi in questo ambito.

Ma quali sono i metodi per combattere la calvizie in maniera efficace?

Si possono individuare due grandi scelte: si può infatti agire a livello farmacologico oppure chirurgico.

In alternativa, tra i metodi migliori per porre rimedio alla calvizie c’è senza dubbio l’infoltimento non chirurgico: questo metodo permette infatti di infoltire la cute diradata o calva in maniera mininvasiva e non chirurgica, attraverso l’uso di quattro procedimenti principali:

  • le parrucche (calotte che imitano la presenza dei capelli)
  • i toupet (detti anche “ciuffo”, che vanno a coprire un vuoto)
  • le protesi tricologiche (combinazioni di tessuto e resine su cui vengono innestati i capelli, fatte su misura)
  • i sistemi ortodermici (più complessi rispetto alle protesi)

Si tratta di sistemi particolarmente consigliati per chi volesse risolvere il problema della calvizie in breve tempo e senza ricorrere alla tricologia.

Anche chi volesse vedere subito i primi risultati di allungamento della propria chioma, senza ricorrere al trapianto, può decidere di percorrere questa strada: è il caso di persone che abbiano una situazione di alopecia temporanea (come le persone sottoposte a chemioterapia), oppure di chi abbia una calvizie piuttosto avanzata o ancora chi si trovi ad avere forme di alopecia areata (totale o universale).

La tricopigmentazione permanente

Sempre più persone si affidano alla tricopigmentazione permanente, il metodo di infoltimento di capelli non chirurgico che porta risultati tangibili in breve tempo.

Questo metodo si basa su una tecnica para medicale che produce una dermo pigmentazione del cuoio capelluto attraverso l’utilizzo di pigmenti specifici che siano del medesimo colore dei propri capelli. Tali pigmenti, totalmente garantiti sotto il profilo igienico-sanitario, vengono inseriti sulla superficie del derma a stretto contatto l’uno con l’altro ma ad una distanza corretta.

Con questa tecnica si può ottenere sia l’effetto di capelli rasati che quello di densità capillare per chi volesse avere dei capelli più lunghi. Consigliato sia per gli uomini che per le donne, questo metodo offre un risultato finale in grado di soddisfare tutti grazie al suo alto tasso di realismo e naturalezza.

A seconda del tipo di intervento da fare, la pigmentazione dei capelli potrà essere bioassorbibile o permanente, e il costo per sostenerla è sempre inferiore a qualsiasi altro metodo per contrastare la calvizie.

Alopecia androgenetica: quando e come insorge

Finora abbiamo parlato dei rimedi per la calvizie, concentrandoci in modo particolare sull’infoltimento non chirurgico. Adesso facciamo un salto indietro e andiamo all’origine del problema, scoprendo qualcosa in più sull’insorgenza della calvizie.

L’alopecia androgenetica, meglio nota come calvizie, è la tipologia di perdita di capelli più diffusa. Essa è dovuta alla suscettibilità del follicolo pilifero e colpisce sia gli uomini che le donne a qualsiasi età

Come vi dicevo all’inizio, l’insorgenza è più comune nel sesso maschile (70%) che in quello femminile (40%), e i motivi alla base possono essere molti: i principali sono i fattori genetici e ambientali (entrambi giocano un ruolo molto importante), ma ci sono anche diverse motivazioni eziologiche ancora oscure.

Chiaramente non sto parlando della normale perdita di capelli che si verifica stagionalmente (principalmente in primavera e autunno): in questi periodi infatti è normale perdere anche un centinaio e più di capelli al giorno e, per quanto ritrovarsi con la spazzola “batuffolosa” possa un attimo mettere in agitazione, non c’è da preoccuparsi. Se invece si nota una copiosa e costante perdita di capelli, che può arrivare a causare un diradamento vero e proprio oppure chiazze sul cuoio capelluto, allora è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista (un medico dermatologo – tricologo) per giungere ad una diagnosi esatta, procedendo con esami quali stress test, tricogramma o dermatoscopia.

spazzola perdita dei capelli

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