Smart TV nuova + Netflix = Addio vita sociale!

C’era una volta un marito che voleva cambiare Tv: voleva prenderne una più grande, più bella, più smart; voleva colori brillanti, neri profondi, definizione altissima e ricchezza di dettagli per godersi al massimo le potenzialità dei film in HD e in 4K… insomma, voleva una visione da cinema restando comodo sul suo divano.

Fu così che, dopo accurati confronti tra marche e modelli diversi, un giorno arrivò a casa una grossa scatola con dentro un nuovissimo modello di smart TV OLED Panasonic: 55 pollici di pura tecnologia. Naturalmente il marito aveva una moglie, e fu lei che, dopo essere rimasta a casa dall’ufficio in attesa dell’arrivo della nuova smart tv, decise di prendersi anche il resto del giorno per assicurarsi che tutto funzionasse alla perfezione. Fece la sintonia, collegò Sky, collegò il Wi-fi e, infine, collegò Netflix.

Quello fu l’inizio. L’inizio della fine, perchè da quel giorno nessuno la vide più.

Smart Tv Netflix

Ok ragazze, l’avrete capito: negli ultimi giorni sono completamente ossessionata da Netflix! Che uso già da diversi mesi in effetti, ma potete immaginare che tra vedere un film o una serie Tv sul mio piccolo monitor 15 pollici e vederlo su una mega smart tv super tecnologica… ce ne passa!!

Negli ultimi 6 giorni mi sono letteralmente drogata con una serie tv.

Di genere sentimental-scolastico.

Giapponese.

In giapponese.

Con sottotitoli in Italiano.

E se quello che vi sta passando per la testa è “Ma ti guardi ancora ste cose a 40 anni?” la risposta è: . E mi piacciono un casino! Così tanto che mi sono guardata circa 25 ore di episodi in meno di 6 giorni, e considerando che ho dovuto trovare un compromesso tra ore in ufficio, ore di attività per la sopravvivenza e ore di sonno, direi che la media non è male.

Ah già, in tutto questo non vi ho detto di che serie si tratta: si chiama “Good Morning Call” ed è un live action tratto dall’omonimo manga; il genere è shojo, vale a dire che la storia è pensata principalmente per un pubblico femminile. La trama è abbastanza semplice: due liceali 17enni devono vivere, per motivi diversi, da soli a Tokyo; affittano un appartamento ma, a causa di una truffa immobiliare, si ritrovano a dover condividere la stessa casa, con tutte le complicazioni che ne derivano. E di complicazioni ce ne saranno tante, perchè i due giovani passeranno dal non sopportarsi al – ovviamente – innamorarsi, ma non tutto sarà rose e fiori.

Se conoscete le storie di questo genere, sapete già che vi troverete dentro qualunque cliché, qualunque stereotipo voi possiate immaginare: la protagonista, Nao Yoshikawa è una giovane disadattata ehm… volevo dire estremamente romantica, non proprio sveglia, molto insicura e ingenua, che si esprime per lo più strabuzzando gli occhi, mugugnando e con movenze abbastanza buffe e scoordinate; una delle cose in cui è più brava è – figuriamoci – cucinare, si fa un sacco di film mentali e paranoie e, quando si innamora del suo co-inquilino, diventa letteralmente una ragazza zerbino. In compenso ha un grande cuore e cerca sempre di farsi in quattro per gli altri.

Il protagonista maschile è Hisashi Uehara, il classico ragazzo bello e impossibile: è uno dei tre ragazzi più popolari della scuola, tutte lo vogliono, bello, intelligente, atletico, ma chiuso, freddo e irraggiungibile come un iceberg. Vi dico solo che Uehara inizia a sorridere dalla seconda puntata… della seconda stagione, vale a dire dal 19esimo episodio (su 27!). Tratta spesso male Nao e nemmeno se ne rende conto. Anche lui ha la tendenza ad esprimersi a monosillabi ed effettivamente la difficoltà a comunicare, la mancanza di un dialogo franco e aperto tra i due sarà il loro maggior problema praticamente sempre. Come dire, è un bravo ragazzo, è fondamentalmente un buono, ma non si applica.

La coppia – non è uno spoiler perchè dai, è ovvio che si mettono insieme ad un certo punto – è circondata da diversi amici e tendenzialmente tutti hanno molto più buon senso dei due protagonisti; purtroppo il buon senso non è contagioso quindi nulla, ci dovranno arrivare a soli. Come poi succede anche nella vita reale, finchè Nao è single non se la fila praticamente nessuno, quando poi si mette con Uehara si ritroverà contesa tra più di un ragazzo, spesso anche a sua insaputa, il che porterà ulteriori scompigli e fraintendimenti.

La prima stagione è mooooolto fedele al manga, soprattutto nei movimenti, tanto che in più di un momento avrete la sensazione di vedere un fumetto, mentre la seconda stagione, Good Morning Call – Our Campus Days è svincolata dal manga e racconta le vicende dei protagonisti e dei loro amici all’università, è una storia meno fanciullesca e (un po’) più adulta e anche la coppia, pur mantenendo le proprie fragilità e insicurezze, matura. Nao sarà un po’ meno zerbino, Uehara mostrerà qualche espressione facciale e soprattutto, pian piano impareranno a parlarsi.

Non sono una grande conoscitrice della cultura giapponese, quindi non sono in grado di capire fino a che punto certi tabù come il contatto fisico siano estremizzati nella serie, oppure rappresentino semplicemente una realtà ben presente e radicata: banalmente, anche quando i due si baciano, non aspettatevi di vedere scene alla Delena, tipo questo:

Delena Kiss – The Vampire Diaries

Bensì più qualcosa su questo genere, espressività compresa:

Pur non potendo nè volendo immedesimarmi nei protagonisti – che spesso e volentieri avrebbero meritato solo di esser presi a capocciate – devo dire che Good Morning Call a me è piaciuto tanto: perchè è una storia dolce e tenera, pulita, perchè mi sono emozionata con Nao e mi sono arrabbiata con Uehara, perchè mi ha fatto sorridere, mi ha fatto ridere, mi ha fatto piangere e, pur sapendo razionalmente come sarebbe andata a finire, mi ha tenuta incollata alla tv sperando nel lieto fine.

Come vi dicevo si tratta di 2 stagioni, la seconda è proprio del 2017, non mi risulta che sia in programmazione una terza e onestamente non credo ce ne sia bisogno, perchè tutto sommato va bene che la storia si concluda così. Ammetto che mi sento un po’ orfana stasera però.

Se qualcuna di voi conosce J-Drama di questo genere, accetto consigli su cos’altro vedere!

Se invece non si tratta del vostro genere e preferite storie più cupe, ve lo do io un (altro) consiglio: l’anime Death Note, un thriller dalle tinte fosche che, almeno una volta, vi farà chiedere: “Se avessi il potere di decidere chi vive e chi muore, come lo userei?

 

Ps. mi sono appena ricordata che questo blog dovrebbe trattare di beauty e non dei miei deliri notturni, quindi cerco di recuperare la mia dignità da beauty blogger (farlocchissima, ormai è evidente) dicendo che in realtà l’acquisto della smart tv da 55 pollici è stato fatto a scopo didattico per documentarmi “da vicino” sulla pelle delle ragazze asiatiche e vi dirò… se Nao aveva mezzo chilo di cerone in faccia, io non l’ho proprio notato… quindi complimenti a lei!

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One comment

  1. Ciao cara!
    Wow, che acquisto!!
    Condivido pienamente le tue opinioni su Good Morning Call e mi trovo d’accordo anche con l’analisi del rapporto che lega i due protagonisti. A tratti sarei voluta entrare nello schermo per sederli allo stesso tavolo, tipo zia, e costringerli a stare lì fino a quando non si fossero chiariti ;P

    Neanche io sono una grande esperta di cultura Giapponese, ma da quello che ho potuto osservare la reticenza verso il contatto fisico è una realtà effettiva e persino le coppie, in pubblico, non si spingono mai oltre il tenersi per mano (cosa comunque piuttosto rara).

    In generale molte cose che vedevo in produzioni asiatiche e che mi sembravano totalmente assurde (ma ti pare che a sedici anni, di notte, con la divisa della scuola, puoi uscire di casa liberamente per andare a comprare il latte al supermercatino?) si sono rivelate verosimili: tanto per dire, anche a tarda sera è pieno di ragazzini in divisa scolastica che sciamano per le strade e mangiano ramen istantaneo sui tavolini al di fuori dei combini, senza sognarsi di fare neppure un solo passo oltre perché mangiare camminando è assolutamente proibito 🙂

    Io te la butto lì: Alitalia ha un volo diretto da Milano e i prezzi sono anche piuttosto buoni. Pensaci 😉

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