Dimagrire a 40 anni: costruisci il corpo che ami

Sono stata magra per la maggior parte della mia vita, per circa i miei primi 30 anni: poi piano piano ho iniziato a ingrassare fino a ritrovarmi, a 40 anni suonati, in grande sovrappeso. E non parlo di qualche kiletto qui e là, parlo proprio di sovrappeso in senso medico, tanto che il mio indice di massa corporea è arrivato a sfiorare l’obesità.

Com’è stato possibile ingrassare così tanto in relativamente pochi anni? Sicuramente intorno ai 30 anni mi si è rallentato il metabolismo e sicuramente ha contribuito una vita da ufficio, altamente sedentaria, tuttavia posso dire che il problema maggiore è nato nella mia testa: degli 11 anni che ho lavorato in quell’ufficio, 10 li ho passati col desiderio di andarmene, tra frustrazione, insoddisfazione e stress sempre crescente, tanto che ad un certo punto, a fronte dell’ennesima delusione, sono giunta ad ammalarmi di depressione.

Così è iniziato un circolo vizioso di pensieri che mi hanno portato sempre più giù: tornare a casa e mangiarsi le patatine, la pizzetta o il bombolone era il “premio” per essere sopravvissuta ad un’altra giornata di merda, la consolazione, la cosa positiva; e ogni kilo in più che prendevo mi faceva pensare che “tanto ormai” non sarei più riuscita a perderli, così i 5 kili che “non perderò mai” sono diventati i 10 kili che “non perderò mai”, che sono diventati i 15 kili che “”non perderò mai”, che poi sono diventati 20, poi 25, in una specie di spirale discendente di rassegnazione.

Ci ho vissuto a lungo in quel “tanto ormai”, in quei kili che non mi piacevano ma che sentivo come una montagna troppo alta da scalare, come un numero così grande che mi spaventava e da cui non vedevo ritorno. Ho cercato di abituarmi a quel corpo, ad “accettarlo”… ma non c’era nulla da accettare, perchè quel corpo non l’ho mai sentito mio, perchè mi guardavo e non mi riconoscevo, perchè il corpo che vedevo nella mia testa era quello che ho sempre avuto e non quell’immagine ingigantita che mi restituiva lo specchio.

immagine riflessa alla specchio

Un paio di volte ho anche provato a mettermi a dieta, ma con scarsi risultati: la prima volta è stato seguendo di testa mia una simil Dukan, che effettivamente nel breve periodo mi aveva fatto perdere una manciata di kili, ma poi un intervento chirurgico (per altri motivi) aveva lungamente limitato la mia mobilità e quindi anche la dieta andò in malora. La seconda volta invece provai a fare una cosa più seria e salutare, facendomi seguire da un bravo nutrizionista, ma anche quella volta non andò bene per due motivi: come mi aveva spiegato anche il nutrizionista, senza un’adeguata attività fisica abbinata alla dieta, dopo i primi kili persi ci sarebbe stato un arresto... e così infatti accadde. Mesi di stallo, in cui pur seguendo lo schema alimentare non ingrassavo ma nemmeno dimagrivo, piano piano sono diventati frustranti e demotivanti; uniti poi ad un nuovo periodo di sostanziali (e non positivi) mutamenti in ufficio, ho semplicemente mollato.

A proposito di attività fisica: l’ho sempre odiata. Ho sempre avuto il cosiddetto “culo pesante”: mai interessata allo sport, di alcun genere, e la palestra, provata occasionalmente, di base mi ha sempre annoiato tantissimo e non mi ha mai dato nessuno stimolo.

Questa è stata la situazione fino a circa un annetto fa. Poi qualcosa ha iniziato a cambiare. Cosa? La mia testa.

Finalmente, dopo tanti anni, non avevo più problemi con il lavoro, non vivevo più perennemente incazzata e frustrata: avevo la testa libera. E più continuavo a guardarmi allo specchio, meno mi riconoscevo e più questa cosa mi dava fastidio: dov’ero finita? Ero lì dentro, da qualche parte, sotto tutta quella ciccia.

Così, memore delle parole del nutrizionista, è nato il primo pensiero del provare a farmi seguire online da un personal trainer (sempre perchè la palestra proprio non mi andava giù); quest’idea brillante però aveva una grande limite, vale a dire la mia completa e totale ignoranza su tutto ciò che riguardava il fitness. Quando per la prima volta mi sono ritrovata con la mia scheda in mano, pur essendoci tutti i video tutorial sugli esercizi, vi giuro che non c’ho capito un tubo. Mi sembrava tutto arabo, oltre che difficilissimo… e data la mia assoluta incapacità di fare alcunché, non vi nego che avevo pure un certo timore di fare le cose nel modo sbagliato e di farmi male.

Avrei potuto mollare, ma ormai un piccolo tarlo stava già iniziando a muoversi nella mia testa e da qui la decisione di farmi seguire dal vivo (e non più online) dal personal trainer, almeno per un po’, per i primi tempi, giusto per prendere un po’ di dimestichezza con i movimenti e gli esercizi.

Inutile dirvi che quando ho iniziato, oltre che sovrappeso ero anche completamente fuori forma, tipo da avere il fiatone a fare 2 piani di scale: un disastro completo. Niente forza, niente resistenza, niente fiato… solo ciccia.

allenarsi con i pesi

Mi ricordo ancora le prime lezioni (e per “prime lezioni” intendo circa i primi due mesi…) quando al termine di ogni sessione di allenamento facevo fatica a reggermi in piedi, da quanto mi sentivo le gambe molli, e mi faceva talmente male tutto che arrivata a casa crollavo sul letto per un paio d’ore prima di ripigliarmi un pochino. E chiaramente dolori vari anche nei giorni successivi!

Mi allenavo 2 volte a settimana e, per la prima volta in vita mia, fare attività fisica non mi stava dispiacendo: non che mi piacesse, sia chiaro, ma la presenza del personal trainer sicuramente faceva la differenza, non solo in termini di “spiegazione” degli esercizi, ma proprio come incoraggiamento e sprone… e io ne avevo davvero bisogno.

Sapete, sono una che ingrana lentamente, con tutto: diciamo che mi prendo il mio tempo, ecco. Vivevo gli allenamenti come una cosa che facevo perchè andava fatta e pur cercando di non mangiare troppe schifezze e di evitare, nel complesso, un’alimentazione scorretta, tutto sommato non mi facevo troppe paranoie con il cibo.

I primi 4 mesi di allenamenti sono andati così, con una certa scioltezza; la prima lampadina mi si è accesa durante le vacanze, mentre ero a Chicago, quando mi sono resa conto che stavo camminando dagli 11 ai 14 km al giorno. Senza morire. Io che non riuscivo a fare 800 metri a piedi senza sfiancarmi, riuscivo a camminare per interi kilometri. Certo, mi stancavo, questo è ovvio, ma non ero distrutta.

Lì ho iniziato a rendermi conto che ero diventata più resistente, che avevo più fiato. E il primo pensiero è stato: “Ma allora serve davvero!“. E a settembre, quando poi ho ripreso con la personal, avevo già una testa un pochino diversa.

La seconda lampadina si è accesa poco dopo, per puro caso: ero stesa sul divano e non so come mi è venuto di contrarre la coscia… beh, mi sono accorta che sotto c’era dal muscolo. Era pure un po’ duro. Lo so che ora starete pensando che è una cazzata e probabilmente lo è, il punto ragazze è che io sono sempre stata molle. Magra sì, ma molle. Fisicamente debole, sempre. Ho sempre avuto bisogno di qualcuno che mi aiutasse a fare un sacco di cose, anche le più banali. Per fare un esempio stupido, ma reale, io ero quella che se per un qualsiasi motivo doveva accovacciarsi sulle ginocchia, o se cadeva, poi non riusciva a tirarsi su da sola; ero quella che per salire su un muretto, uno di quelli bassi eh, doveva sempre farsi dare la mano. Sono solo esempi, ma tutto questo mi ha sempre fatto sentire terribilmente insicura di me stessa.

Invece all’improvviso – si fa per dire, ci sono voluti mesi! – avevo anch’io dei muscoli. Duri. Che mi facevano sentire più forte. Più sicura. Più indipendente. Più libera.

Questa nuova consapevolezza in effetti è stata più di una lampadina, è stata quasi un’esplosione ed è stato lì che la mia testa è cambiata in maniera ancora più sostanziale.

Gli allenamenti non erano più una cosa che “andava” fatta, erano diventati una cosa che volevo fare; non c’erano più scuse per saltarli, ma anzi cercavo di organizzare i miei impegni proprio per non doverli saltare; gli esercizi nuovi mi suscitavano curiosità e soprattutto erano tutti sfide, sfide che riuscivano a portare l’asticella dei miei limiti – veri o presunti, ma soprattutto presunti – sempre un po’ più in là. Allenarmi con la personal mi ha davvero cambiato la testa, su più livelli: perchè oltre ad una questione puramente fisica, di muscoli e forza, c’è soprattutto una questione psicologica, di sfide, di incoraggiamento, di fiducia, di limiti, di obiettivi da raggiungere e raggiunti. Non è un discorso che posso riassumere in poche righe perchè è una cosa articolata e avrei davvero tanto da dire… e lo dirò, ma in un altro post dedicato alla mia esperienza con il fitness.

Sia chiaro, non sono diventata una fanatica del fitness e credo non lo sarò mai, ma mi piace per come mi fa sentire: bene. E infatti il passo successivo è stato affiancare alle 2 sessioni settimanali con la personal un’altra scheda da poter fare a casa, per un totale di 5 allenamenti a settimana. E se mi seguite nelle storie su Instagram, sapete che li faccio.

Insieme ai nuovi allenamenti, ho deciso di darmi anche una seria regolata con il cibo, seguendo un regime alimentare in maniera più puntuale. Nemmeno di questo sono diventata una fanatica o una fissata e penso non lo diventerò mai, ma mi sto impegnando per essere il più ligia possibile, concedendomi comunque qualche sano sgarro.

insalata cibo sano

Oltre agli allenamenti e all’alimentazione, nella mia routine per tornare in forma sono entrati anche i trattamenti estetici fatti presso centri specializzati: dimagrire a 40 anni non è facile, soprattutto partendo da una condizione di forte sovrappeso come la mia, e sono dell’idea che sia necessario agire su più fronti. Nulla da solo è risolutivo: la dieta senza attività fisica dopo un po’ ha smesso di funzionare, l’attività fisica se non c’è una corretta alimentazione è utile ma non basta, i trattamenti estetici se poi ci si sfonda di cibo spazzatura stando sul divano non servono. Se però si mette tutto insieme, allora i risultati si vedono: io li sto vedendo, su di me. E ne sono terribilmente fiera.

Certo, faccio fatica: spendo tempo, soldi e un’infinità di sudore. Ci vuole pazienza, perchè i risultati arrivano man mano. E costanza. E forza di volontà, tenacia, determinazione. Ma non sapete la soddisfazione che sento quando adesso mi guardo allo specchio e, anche se di strada da fare ne ho ancora molta, vedo i cambiamenti. Vedo che sto finalmente “ritornando”, che sto uscendo da quella gabbia di ciccia che forse per tanti anni mi ha protetto, ma che soprattutto mi ha nascosta e tenuta prigioniera nella tristezza, nella sfiducia e nella disistima di me stessa.

Questa nuova rubrica, che con estrema fantasia ho chiamato “Dimagrire a 40 anni”, vuole parlarvi proprio di questo: di quello che sto facendo e che farò per raggiungere il mio obiettivo che è sicuramente quello di perdere kili e tornare in forma, ma è anche molto di più. Costruire il corpo che voglio e che, dopo tanto tempo, potrò tornare ad amare.

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6 comments on “Dimagrire a 40 anni: costruisci il corpo che ami

  1. Ciao Noemi, ne abbiamo parlato anche in direct su IG e sai che anche per me questo è un tasto dolente da troppo tempo ormai. Ho provato da sola per tanto tempo e sostanzialmente non è servito a nulla. L’unica cosa che mi differenzia da te è la massa muscolare che io ho sempre messo su con facilità, quindi sì, sono ricoperta di ciccia, ma sotto sono duretta. Da gennaio mi ero messa ad allenarmi puntualmente 3-4 volte a settimana, ma non è cambiato niente. Ho intenzione di rivolgermi a qualcuno (non so ancora se nutrizionista, palestra o entrambi), perché se fino a qualche chilo fa, ancora mi riconoscevo, ora non mi riconosco più. Mi guardo e non mi sento più io. Spero solo di riuscire ad avere la testa per farlo e riuscirci!
    Un bacione

    • Ciao Ilenia <3 Io i cambiamenti li ho visti quando ho abbinato palestra + nutrizione: secondo il nutrizionista, finchè non avessi abbinato anche la palestra, la dieta avrebbe avuto risultati limitati, mentre secondo la personal se non avessi tenuto anche un'alimentazione controllata la palestra da sola non sarebbe bastata, quindi direi che i due punti di vista in sostanza convergono (e li ho provati anche sulla mia pelle!).
      La testa è davvero fondamentale, perchè è da lì che si mette in moto tutto l'ingranaggio... in bocca al lupo <3 (e continuiamo a sentirci anche su IG!)

  2. E’ un post splendido, che mostra tutta la tenacia con la quale stai affrontando questo importante ma duro percorso.
    Stay strong, mi raccomando.
    Un abbraccio, seguirò volentieri questa bella rubrica.

    • Grazie mille Sara e sì, sto stronghissima 😀
      <3

  3. Brava Noemi, per quello che hai fatto, per quello che hai scritto e per come lo hai scritto…brava!!!

    • Grazie Stefi, sai che lo apprezzo tanto <3

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